sabato 1 febbraio 2014

La Vladirmiskaija



Vergine di Vladimir
Madre di Dio di Vladimir

 

IL SUO PEREGRINARE

Fra le immagini venerate in Russia, l’icona della Madre di Dio di Vladimir annovera a sé un gran numero di fedeli, è un’icona miracolosa che è considerata un tesoro sacro della nazione, nei vari luoghi dove nel suo peregrinare si è fermata sono sorti dei santuari.
Ha lontane origini, proviene da Bisanzio, opera di un artista greco, forse il celebre Teofane, l’icona, secondo la chiesa Ortodossa, fu portata nel XII secolo da Costantinopoli nel regno di Kiev. Trovò collocazione definitiva nella città di Vladimir (da cui il nome di Vladimirskaija) nel 1164.
Nel 1395 l’icona giunse a Mosca, nella cattedrale della Dormizione al Cremlino dove rimase  fino alla rivoluzione del 1917, mentre a Vladimir rimase una copia dipinta dal Metropolita Pietro. Sul Suo peregrinare e sull’esistenza di una copia leggete l’interessante racconto su Cristusrex. Dal 1930 l’immagine è conservata a Mosca nella Galleria Tret’jakov.

LA TAVOLA E LE CELEBRAZIONI ORTODOSSE

L’icona ha un insolito ampio bordo, che delimita il perimetro esterno dell’Immagine, con due funzioni: quella di contenere i nomi dei vari patriarchi che si sono susseguiti alla guida della Chiesa russa ma anche  quella che hanno tutte le icone, cioè di delimitare la realtà esterna che è visibile con i nostri occhi, dalla realtà interna contenente l’Immagine l’Eidos, che non appartiene alla nostra realtà visibile. L’ampio bordo rappresenta quindi il lungo cammino verso la profonda comprensione del mistero teologico della relazione tra la sofferenza della Madre e la passione del Figlio, uniti nell’unico disegno del Padre nell’opera della redenzione. La sofferenza della passione è dunque intimamente legata alla verità dell’Incarnazione.
A sostegno di questa tesi, si consideri che l’Icona è dipinta anche sul retro dove è raffigurata una croce che si eleva su di un altare a porta l’iscrizione “IC XC- NIKA” (Gesù Cristo il vincitore) assieme all’immagine degli strumenti della passione: i chiodi, la corona di spine, la lancia, la canna con la spugna ed la grande croce sull'altare. La presenza di tutti questi elementi evidenzia che l’icona fu utilizzata come immagine processionale durante l’Ufficio della Passione.



IL CANONE DI RIFERIMENTO

L’Icona della Madre di Dio di Vladimir appartiene al modulo iconografico detto “Eleousa” che significa della tenerezza, per l’evidente dolcezza che traspare dal contatto delle guance tra la Madonna e Gesù, profondo segno di unità e di vicinanza. Chi contempla questa icona è anche colpito dal forte contrasto nelle espressioni dei loro volti: triste quello della Madre di Dio, pieno di gioia quello di Cristo. Singolari anche le pose: statica e ben ferma la postura di Gesù, dinamica ed in movimento quella della Madre di Dio. La prima, punto fermo di riferimento nell’universo, la seconda simboleggiante l’intero cammino della Chiesa di cui Maria è la Madre. “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.” (Lc 2,19).
Maria ha un mantello color porpora scurissimo, "il maphorion" che è bordato da fascia dorata sulla fronte e sulla spalla sinistra, reminiscenza delle vesti che indossavano le imperatrici bizantine. Su di esso sono visibili due delle tre stelle che solitamente troviamo nelle immagini della Madonna (una all’altezza del capo e una su ogni spalla) stelle, che indicano la triplice verginità di Maria, prima, durante e dopo il parto; simboleggiano anche la luce di Dio che illuminando la Vergine, fa nascere per noi il Salvatore.
Maria tiene Gesù con il braccio destro e con la mano sinistra quasi lo abbraccia mentre lo indica a noi.
I volti, come la tunica di Gesù, emanano una intensa luce, spesso abbacinante. Gesù indossa un abito ocra che irradia raggi di oro puro. Viene raffigurato con la corporatura di un dodicenne (ci si richiama all’episodio di Gesù dodicenne al tempio che viene ritrovato fra i dottori; Lc 2, 41-50) e con il volto da bambino. Questo per richiamare tutta la vicenda storica di Gesù, a partire dalla nascita e conclusa con la croce-risurrezione.

NEGLI SGUARDI SI LEGGE IL SIGNIFICATO TEOLOGICO

Il piccolo e il debole sostengono il grande e il forte, difatti il Bambino apparentemente fragile sostiene in realtà Maria e Maria, a sua volta fragile e apparentemente insignificante davanti alla malvagità dell’uomo, sostiene l’umanità intera con la sua preghiera. E’ Il Bambino Gesù che si dispone dolcemente a custodire l’umanità della Vergine ed attraverso di Lei l’intero genere umano. "Con la bocca di bimbi e di lattanti hai posto una difesa contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli" (Salmo 8,3).
L’icona propone quindi un definitivo rovesciamento di prospettiva: non è una madre che abbraccia il suo bambino e lo consola, ma piuttosto, un bambino che sostiene e consola una madre. Così come il Cristo sostiene e conforta la Chiesa in cammino.
  
Nella lingua russa, infatti, questo modello iconografico assume il nome di “Umilìene” cioè “colei per cui ci si intenerisce”, a differenza del corrispondete greco “Eleousa”: “colei che si intenerisce”
La Madre esprime la potestà di intenerire il Figlio: intercede presso di lui in favore dell’umanità. Evoca tenerezza compassionevole. Il riconoscimento del grande dono della grazia esclude il possesso: Maria accoglie il dono senza considerarsi padrona del Figlio Gesù.
Si osservi come Maria non guarda Gesù, ma da Lui è guardata. La Madonna rivolge il suo sguardo incredibilmente dolce e triste verso il credente che contempla l’icona, e attraverso di lui a tutta l’umanità. La Madonna si rattrista a causa dell’allontanamento degli uomini da Dio, causa unica dei loro fallimenti e delle sofferenze di cui il mondo è pieno. Si instaura così un intimo rapporto a tre, fra il fedele che contempla, Maria e Gesù, ne nasce così un profondo dialogo spirituale.

Leggete anche il post precednte
Festa di Maria Santissima Madre di Dio
e ovviamente anche i post in cui si vede l'icona in progress

Disegno e grafia della Vergine di Vladimir
Doratura e prime campiture della Vergine di Vladimir

 

Nessun commento:

Posta un commento